Le azioni Stellantis sembrano aver già esaurito il loro tentativo di recupero avviato ieri l’altro. Il colosso automotive, infatti, nell’ultima seduta della settimana, registra un ribasso dell’1,44 per cento scivolando a 8,35 euro contro un Ftse Mib che limita la flessione allo 0,3 per cento. Ieri c’è stato un rialzo fino a 8,4 euro grazie al quale il titolo si era lasciato alle spalle la serie di quattro sedute consecutive tinte di rosso. Come si può intuire da questi movimenti c’è una spiccata volatilità sul titolo che ha di certo il merito di tenere alta l’attenzione dei trader.
I dati sulle prestazioni di medio e lungo termine sono i soliti di Stellantis e quindi ribasso di oltre il 12 per cento solo nell’ultimo mese e rosso del 34 per cento anno su anno. Insomma solito deprezzamento…eppure dagli analisti non manca qualche segnale di fiducia (sia pure con tutte le specifiche del caso). Ieri, infatti, gli esperti di Exane hanno alzato il target price sulle azioni Stellantis a 9,1 euro contro i 7,8 euro precedenti.
A prescindere dalle sfumature di questa valutazione c’è però un messaggio chiaro che passa: se prima le azioni STLA non avevano potenziale di crescita (essendo il target assegnato più basso dei prezzi), ora il margine di upside potenziale c’è. Non è una cosa di poco conto.
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BNP Paribas Exane ha rivisto al rialzo la propria valutazione su azioni Stellantis mettendo in evidenza un miglioramento delle prospettive rispetto alle stime precedenti. Come accennavamo in precedenza il broker francese ha incrementato il target price riconoscendo una maggiore solidità dei fondamentali e un potenziale di recupero più ampio rispetto a quanto indicato in precedenza.
Nonostante l’upgrade del prezzo obiettivo, il giudizio resta underperform, a conferma di un approccio ancora cauto verso il titolo. La revisione riflette una lettura più costruttiva sul valore intrinseco del gruppo, ma non sufficiente, secondo Exane, a giustificare una raccomandazione più aggressiva in questa fase di mercato.
La posizione di Exane si va ad inserire in un quadro più ampio caratterizzato da incertezze strutturali sul comparto automotive, tra pressioni sui margini e rallentamento della domanda. Nella sua valutazione il broker francese ha però riconosciuto che una parte significativa di tutti questi rischi appare già incorporata nelle valutazioni di mercato.
Il confronto con il consensus degli analisti, che colloca il target medio intorno ai 10 euro, evidenzia come le azioni Stellantis presentino ancora margini di rivalutazione nel medio termine. La distanza tra il prezzo obiettivo di Exane e la media di mercato segnala una divergenza di vedute più sulla tempistica del recupero che sulla direzione di fondo.
Stellantis resta titolo molto sensibile al contesto del settore automotive (e questa non è una novità) ma le valutazioni attuali iniziano a riflettere uno scenario meno penalizzante rispetto ai mesi scorsi.
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A migliorare il sentiment sul settore potrebbe essere anche l’attenuazione di alcuni rischi geopolitici. In particolare, il timore di nuovi dazi USA sull’Europa sembra essersi ridimensionato dopo le recenti dichiarazioni dell’ex presidente Donald Trump al Forum di Davos. Un elemento che potrebbe alleggerire la pressione sulle case automobilistiche europee più esposte al mercato nordamericano.
Secondo Fabio Hoelscher di Warburg Research, inoltre, i sussidi federali per i veicoli elettrici in Germania e una graduale normalizzazione delle valutazioni nel comparto auto rappresentano potenziali catalizzatori positivi. In questo contesto, Stellantis potrebbe beneficiare di una combinazione di supporto regolatorio, disciplina sui costi e posizionamento globale, elementi che rafforzano la tesi di una ripresa tecnica del titolo.
Resta però centrale la capacità del gruppo di dimostrare visibilità sugli utili e di gestire efficacemente la transizione industriale. È su questo punto che Exane mantiene un approccio difensivo, preferendo attendere segnali più concreti prima di rivedere il rating. E infatti la raccomandazione agli investitori resta sempre la stessa: continuare a sottopesare nel portafoglio.


